Nessuno voleva il corpo, ne la natia Arabia ne il Pakistan che l'ha ospitato. Qualcuno al Pentagono ha pensato che la tomba di Bin Laden potesse diventare una meta di pellegrinaggio. Secondo le autorità religiose del mondo arabo «qualcuno lo considera un mujahid, per la maggioranza dei musulmani era un uomo ingiusto e non gode di grossa popolarità tra gli arabi».
Gli americani dichiarano che Giustizia è fatta e la vendetta si consuma in piazza, festeggiando dopo 10 anni di incubi. Per loro Osama era un personaggio al di là della sua presenza, è stato un fantasma da sempre, nascosto sulle montagne e collegato al mondo tramite una webcam o un cameraman di Al-Jazeera. Senza vederlo hanno subito la paura che il governo americano ha saputo costruire. Una cortina di fumo che ha reso gli americani più succubi del proprio governo, del proprio potere internazionale e della guerra. Rimanere forti, uccidendo i cattivi, è ciò che più conta per gli americani. La crisi ha alimentato il nazionalismo della gente e Obama l'ha rispolverato.
Di sicuro la faccia di Bin laden era l'unica cosa che conoscevamo, aveva stancato e usurato la cultura americana e forse non serviva altro che chiudere la storia. Oggi bastava (far)sapere di averlo battuto. Bin Laden si inabissa per sempre, qualunque 'cosa' egli sia mai stato.
Nessun commento:
Posta un commento