giovedì 5 maggio 2011

Catone, un bancarottiere allo Sviluppo economico

Giampiero Catone è il nuovo sottosegretario allo sviluppo economico. Sarà il vice di Romani. 

Da politico è passato dal Ccd al Pdl per poi aderire a Fli e ritornare da Berlusconi per il voto di fiducia del 14 dicembre. Più note le sue vicende giudiziarie. E’ stato arrestato nel 2001 per associazione a delinquire finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata: due bancarotte da 25 miliardi di lire l’una e 12 miliardi di finanziamenti a fondo perduto ottenuti, secondo l’accusa, dal ministero dell’Industria con carte e perizie false. E’ stato rinviato a giudizio. Lo è stato anche a l’Aquila, sempre per bancarotta fraudolenta. La stessa procura, inoltre, ha chiuso un’altra indagine che vede Catone indagato per estorsione, con il fratello Mario, dipendente di banca Intesa, per aver spillato 118 mila euro al alcuni dirigenti della società Merkel, millantando interventi politici per risolvere i guai finanziari dell’azienda. Un profilo da premier...se non avesse quella faccia lì !

Villari, quello con il Vinavil al culo

Riccardo Villari, è stato nominato sottosegretario ai beni culturali. Farà coppia con il neo ministro Galan, in due non beccano un 6 in storia, figurarsi in storia dell'arte. È medico e ricercatore universitario in Malattie infettive a Napoli. 


 Eletto nel Partito Democratico Villari nel 2009 arrivò alla presidenza della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai grazie ai voti del centrodestra. Fu uno sgambetto al neo segretario Veltroni, che non seppe uscirne in maniera onesta. Villari si incollò alla poltrona e pur di spostarlo il Pd lo ha espulso. Fu sostituito da Sergio Zavoli in commissione, ma solo dopo giorni di tira e molla sulle dimissioni dall’incarico. Doveva rassegnarle ma proprio non voleva. Le aveva invocate Veltroni, imitato poi dai presidenti di Camera e Senato. Persino Berlusconi è intervenuto a suggerirgli che conveniva se ne andasse. Lui ha resistito settimane prima di cedere. Poi, non potendo tornare nel Pd, si è iscritto al gruppo Misto per poi entrare nel Movimento per l’autonomia, lasciandolo per approdare al gruppo dei Responsabili (Scilly's Boys) di cui oggi è presidente al Senato. Per lui, la politica è scegliere la poltrona più comoda e metterci su le chiappe. Dopo averle cosparse di vinavil. 

Daniela Melchiorre, la più amata dai camionisti

Dopo aver cambiato quattro schieramenti negli ultimi cinque anni, oggi la neo-berlusconiana Daniela Melchiorre è divenuta sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Berlusconi IV cosi i Liberal Democratici passano dal sostegno esterno a dare l'appoggio interno al Governo.

Ha 40 anni, Daniela Melchiorre. Laureata in legge a Bari. Magistrato militare, prima a Verona e poi a Torino. “La parlamentare più sexy” per i camionisti italiani. E chissà tra i parlamentari. 

Di sicuro è corteggiata da tutti, è stata nel governo Prodi II, poi ha fondato il suo partito Liberal democratico. Aveva resistito nell'estate scorsa alle avance del Cavaliere per farla entrare in maggioranza. A dicembre la Melchiorre vota la sfiducia a Berlusconi. Dai banchi di Pdl e Lega piovono insulti e fischi: “Vergognati!” “Vergognati!”. Ai primi di aprile Melchiorre e Tanoni lasciano il Terzo Polo (“il progetto non è decollato”) e tornano nelle braccia di Berlusconi. Quando la cialtroneria è politica. 

Polidori, dal CEPU al Ministero dell'Economia

Catia Polidori, è il nuovo sottosegretario all’economia. La signora che in Dicembre beffò Fini, Bocchino e Granata, oggi si becca il posto nel governo. La giusta ricompensa. “Non tornerò mai nel Pdl”. Non ha fatto neanche in tempo a dirlo, il dieci dicembre al termine di una cena con Gianfranco Fini, che Catia Polidori aveva già salutato Futuro e Libertà per votare insieme alla maggioranza il 14 dicembre la fiducia al governo. Polidori, in quei giorni aveva anche denunciato le minacce ricevute da berlusconiani e non. "Attacchi” subiti dalla stampa e dagli internauti quando hanno scoperto il suo legame con il fondatore e padrone del Cepu, Polidori. 


L’onorevole Angela Napoli denunciò: “Catia Polidori ha votato con il governo la riforma universitaria che parifica le università private alle statali solo per aiutare il suo parente proprietario del Cepu”. Lo stesso premier, del resto, il 19 luglio, parteciò a Novedrate a un’iniziativa all’Ecampus, l’ateneo del Cepu, pochi giorni dopo la riforma voluta dalla Gelmini. L'unica facoltà inaugurata da Berlusconi in 15 anni di governo. Anche questa c'ha la faccia come il culo. 

Fratelli U.S.A

Frattini dopo l'incontro con Hilary Clinton. "L'America è e sarà partner privilegiato" per l'Italia, perché "consideriamo gli Usa un paese fratello: le azioni che l'Italia intraprende le concertiamo e definiamo insieme ai partner internazionali europei e anzitutto con gli Stati Uniti, come è stato ed è per la missione in Libia", ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini.

Ministro Frattini incontra Hillary Clinton "Confermiamo l'impegno italiano"Sciorinate le solite stucchevoli frasi di circostanza, il ministro dimentica che più che fratelli gli americani sono padri e padroni. E mai che ci fosse uno che abbia abbastanza palle per ammetterlo. Loro sono la nostra evoluzione sociopolitica, noi la loro evoluzione sociopatica. 

Guardando questi due: chi vi sembra abbia più materia grigia? A me sembrano Barbie e Ken (a cinquantanni). Con lo stesso numero di zanzare a svolazzare nelle loro teste. Beoti. 

mercoledì 4 maggio 2011

Prova Tv : 3 giornate a Di Michele

David Di Michele, attaccante del Lecce con 8 gol all'attivo quest'anno, è stato squalificato dal giudice sportivo per condotta violenta. 3 giornate. Campionato Finito. E il Lecce perde il suo uomo in più per le partite con Napoli, Bari e Lazio. Stesso metro di misura usato con Perrotta e De Rossi.

La sentenza motiva così la decisione: 'le immagini televisive documentano che, nelle circostanze segnalate, nel corso di un'azione offensiva leccese, il calciatore Di Michele, nell’area di rigore avversaria e a pochi metri dal portiere, avvicinava il calciatore Bostjan (Cesar, Chievo n.d.r) e, mentre il pallone superava la linea laterale del campo, con gesto repentino del braccio sinistro lo colpiva con uno schiaffo alla guancia destra, finendo quindi al suolo senza un comprensibile motivo. E tale deprecabile gesto integra, senza necessità di ulteriori approfondimenti, gli estremi di quella 'condotta violenta' che, se 'non vista' dall’Arbitro, rende ammissibile la prova televisiva'.
"Una simile decisione può pregiudicare in modo decisivo la corsa salvezza - dice il presidente Pierandrea Semeraro - Alcuni episodi delle ultime giornate, come il rigore dubbio concesso alla Sampdoria a Bari e il gol del Genoa contro di noi, oltre ad altre decisioni a nostro discapito, pur certo dell’imparzialità della classe arbitrale, possono alterare la regolarità del campionato". Che chiude in stile Lotito: "Faremo ricorso d’urgenza, certi di una totale cancellazione della squalifica, non essendoci i presupposti giuridici a fondamento della decisione del giudice sportivo. Ognuno faccia la propria parte per non falsare gli esiti del torneo"

Bari Calcio, il Comune chiede il fallimento

Un grande gioco delle parti è quello che sta accadendo in questi giorni a Bari. Protagonisti la monarchica famiglia Matarrese, il sindaco Emiliano e la sua giunta comunale: rea di aver firmato una delibera di risarcimento pari a 2,5 milioni di euro.

Il fatto: il comune di Bari vanta un credito di 2,5 milioni di euro nei confronti del Bari Calcio per affitti non pagati sullo Stadio della Vittoria, nei tre gradi di giudizio il comune ha avuto sempre ragione, quindi si è proceduto alla delibera di riscossione del credito. Approvazione all'unanimità. A questo punto il comune si accorge che il vecchio Matarrese aveva venduto il medesimo stadio ad un'altra società, la Eurodiamond, che ha come amministratore delegato il signor Vincenzo Matarrese. Il presidente del Bari.

Una classica girandola all'italiana, un modo di aggirare le regole, il famigerato conflitto d'interessi che continuiamo a non considerare per quello che è: Mafia. Matarrese dice che il pignoramento dello Stadio non è stato stabilito da nessuna sentenza. Mentre continua a chiamare intorno a se numerosi affaristi baresi nel tentativo di vendere la quota di maggioranza della squadra di calcio.

Emiliano? Il sindaco magistrato, amante dello spiffero su Facebook, dichiara che "la delibera non è mai stata discussa in giunta e nessun dirigente o assessore me ne ha parlato prima. Anche fosse adottata verrà revocata trattandosi di un errore". Ma quei soldi non spetterebbero ai cittadini baresi? Non è forse diritto del comune riscuotere un credito vantaggioso per le casse cittadine? Forse, per salvare il Bari dai Matarrese serve proprio il fallimento. Quello tecnico è già in corso. "Siamo da Sarie A" sfotteva Gaucci anni fa, quando insieme al fratello Tonino governavano il calcio e Bari. Oggi la sua squadra non rischia solo la B...e lui rischia di finire come Gaucci: latitante.