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lunedì 18 aprile 2011

Grande Fratello: era ora di finire !!!

A Mediaset sono tutti pronti a festeggiare: bottiglie di spumante, perizomi griffati e una comitiva di ragazzi nigeriani per Signorini. Stamane un Ansa riporta tutti i numeri e i record di questa undicesima edizione del reality che ha cambiato la televisione italiana. Finalmente si chiude !

Per Canale 5 "é motivo di orgoglio anche aver raddoppiato in cinque anni il numero delle puntate (erano 14 nel 2007 e nel 2008; 16 nel 2009; 20 nel 2010, 27 quest'anno) garantendo alla rete un grande successo editoriale e commerciale. Il vincitore si porterà a casa 300mila euro. Più i compensi giornalieri.


Dopo 27 puntate e in 6 mesi, 183 giorni di reclusione e 4.392 ore. 263.520 minuti. 15.811.200 secondi di telecamere attive su 35 concorrenti. Erano 16 la prima sera, ne sono subentrati 19. Con 4 eliminazioni per blasfemia. Alcuni ripescaggi (anche delle edizioni precedenti), centinaia di lacrime e chili e chili di cazzi degli altri ! Sin dalla prima sera. Quest'anno i concorrenti sono anche stati continuamente informati di quello che succedeva fuori dall'ambiente asettico della casa, potendo vedere e parlare con parenti ed ex mariti. Giusto per aumentare la possibilità di litigare.


Mediaset dichiara che i dati d'ascolto sono positivi, contraddicendo le malevoli voci che parlavano di continui flop (ricordate la concorrenza con "Vieni via con me" di Fazio-Saviano). Il programma è stato seguito da una media di 5 milioni di persone, che il Lunedì sera rinunciano a pensare davanti alla Marcuzzi (con gli anni vicina alla seminfermità mentale) e si svegliano solo per proteggersi dal veleno sparato da Signorini. L'uomo in meno del giornalismo italiano. La voce del pettegolezzo.

Delle persone che sono passate per la casa non ho voglia di parlare, spero restino umani anche loro.

venerdì 15 aprile 2011

Arrigoni, testimone per la Palestina

Un testimone della vita in Palestina. Vittorio Vik Arrigoni. Un ragazzo che una volta entrato a Gerusalemme ha capito che quella parte del mondo avrebbe fato il suo destino, qualunque esso fosse. Era ignoto il futuro ma troppo affascinante il presente per non rimanere lì con gli occhi di chi vuole a tutti i costi essere un testimone.
Non conoscevo la sua attività quotidiana a Gaza, avevo ascoltato alcuni suoi report e soprattutto la sua replica a Roberto Saviano apertamente schieratosi son "la verità israeliana". Da vecchio supporter dalla causa palestinese lo ammiro e lo ricorderò.

Era stato rapito da meno di 24 ore. Che Hamas sia intervenuta per recuperarlo dalla prigionia è un indizio, che i rapitori non abbiano atteso la scadenza del loro ultimatum fa sorgere il sospetto che la trattativa non sia mai stata messa in piedi (altrimenti perché uccidere l'ostaggio?). Erano consapevoli che l'autorità palestinese non avrebbe usato le buone maniere, mentre alla Farnesina che facevano? Salvare un pacifista alle volte significa farlo morire di solitudine.

VikIl massimo della stima e dell'affetto questo ragazzo italiano di 36anni lo sta ricevendo da Hamas, partito palestinese eletto nel 2007 ma non riconosciuto da Israele, e dal popolo arabo che ora accusa gli assassini di aver ammazzato un "amico del popolo palestinese". I comunicati di condoglianza scritti e pronunciati in Italia fanno parte del cordoglio automatico e ipocrita di tutti quelli che domani si saranno dimenticati di lui e del suo atto di testimonianza.