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mercoledì 18 maggio 2011

De Benedetti esulta, il Giornale lo cazzia

De Benedetti editore di Repubblica e tessera numero uno del PD si dice "entusiasta del risultato elettorale". Si unisce al coro di quelli che pensano che il vento sia cambiato: «Berlusconi è nato a Milano ed è morto a Milano»

L'eterna sfida tra l'Ingegnere e il Cavaliere torna d'attualità, come ai tempi della Mondadori. Come se le politica italiana fosse la continuazione del loro conflitto con altri mezzi.  E gli avversari non aspettano a replicare, oggi il Giornale scrive a firma di Scarpino: "L’emulo degli sciacalli è frettoloso: le bocce di questa elezione non si sono ancora fermate. Lasciamo pure che De Benedetti sputi il suo veleno e che i suoi giornali cantino una sconfitta che ancora non c’è. Diamine, siamo una democrazia, anche De Benedetti può parlare credendo di interpretare un popolo che non è con lui". 


Il popolo in questa storia non c'entra. Forse lettori e giornalisti avranno il gusto di condividere certe campagne di stampa, da una parte e dall'altra. Evitiamo però di sputtanare la democrazia come la possibilità di lasciar parlare i folli, solo perché hanno seguito. Silvio e Carlo sono principi del foro, le cui parole sono sorrette da consoli fedeli e retribuiti. Chi vota però vuole veder migliorato il proprio quotidiano, vuole trovare un lavoro e un modo per crescere insieme agli altri senza invidie e senza nemici. Vado a votare anche per non dover più decidere se stare con l'uno o con l'altro. 

giovedì 21 aprile 2011

Caso Ciancimino, al Giornale già inzuppano il biscotto


Sempre pronti a dare addosso, è la lezione di giornalismo 3.0 che scorgo oggi su Il Giornale on line. Neanche 12 ore che Ciancimino viene bloccato e accusato di falso (aver aggiunto un nome alla lista originale di suo padre) e sul web spunta questo titolo riguardante l'"oracolo" Massimino.

Il figlio di Don Vito, considerato la gola profonda sulla trattativa tra stato e mafia (vedi, la Saga del papello) è testimone attendibile per molte Procure dentro e fuori la Sicilia. Nel 2010 aveva consegnato ai magistrati una lista di nomi redatta da suo padre, nella quale compariva De Gennaro il capo della polizia all'epoca dei fatti. Anche lui avrebbe saputo o partecipato alla trattativa con Riina? Era quello che volevano sapere gli inquirenti, che però stamattina hanno ricevuto una perizia su quel foglio di carta che stabilisce che il nome di De Gennaro è stato scritto dopo gli altri. Che sia stato aggiunto dallo stesso Massimo Ciancimino? Il superteste oggi è stato fermato dalla polizia prima di imbarcarsi sul volo per Parigi dove avrebbe voluto svolgere le vacanze di Pasqua, il fermo è stato richiesto per evitare un suo allontanamento dall'Italia.

La vicenda non è chiusa, apre solo un'altro capitolo dei misteri d'Italia, non la pensano così al Giornale, dove scrivono : "Santoro e Lerner smentiranno tutto con la stessa forza con cui hanno diffuso le “verità” dell’oracolo Ciancimino? Staremo a vedere". Dalle mie parti si chiama "inzuppare il biscotto".