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lunedì 11 aprile 2011

Maroni: "In Europa non mi caga nessuno"

Tutti delusi dall'Europa. Maroni e Frattini escono affranti dal vertice Ue sulla gestione della migrazione dal Nord Africa. Fate come volete ma la convenzione di Schengen (art. 20) non può essere applicata alla Tunisia.

Cosa dice l'art 20 in questione ?

Art. 20: 1. Gli stranieri non soggetti all'obbligo del visto possono circolare liberamente nei territori delle Parti contraenti per una durata massima di tre mesi nel corso di un periodo di sei mesi a decorrere dalla data del primo ingresso, sempreché soddisfino le condizioni di ingresso di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere a, c, d ed e. (N.B.: l'Art. 5 è quello che stabilisce la necessita di dimostrare la diponibilità dei mezzi di sussistenza, del biglietto aereo di riempatrio eccetera).




















"La riunione - ha spiegato Maroni - si è conclusa con un documento, sul quale c'é stata la mia astensione, che non prevede alcuna misura concreta. Noi, quando c'é stato bisogno, abbiamo espresso la nostra solidarietà verso la Grecia, l'Irlanda e il Portogallo. Ma a noi, in questa situazione di grave emergenza, ci è stato detto 'cara Italia, sono affari tuoi e devi fare da sola'".

Il ministro ha definito la Ue come "un'istituzione che si attiva subito per salvare le banche, per dichiarare guerra, ma quando c'é da esprimere solidarietà concretamente ad un paese in difficoltà come oggi é l'Italia, si nasconde". Sarebbe quasi il caso di andarsene, aggiunge. 

Secondo i tedeschi : "L'Italia sta violando lo spirito delle regole di Schengen": Lo ha detto il ministro degli Interni tedesco, Hanz-Peter Friedrich che ha quindi sottolineato come "la solidarietà in Europa deve essere condivisa solo quando un Paese è realmente colpito da un problema di immigrazione di massa. E' questo non è il caso dell'Italia". Quindi? Per l'Europa 12-15 mila persone approdate in Italia non sono un emergenza. La stessa Germania durante la guerra in Kosovo ha ricevuto 50mila curdi.

L'Italia però non riesce ad assimilare questa quota di nuovi arrivati. Non c'è lavoro dicono, da buoni leghisti. Se accendono il cervello pensano solo a sparare sui gommoni (come ha appena detto Calderoli) o a deportare le persone da Lampedusa a Tunisi, senza appello.

Bauman ci spiega l'umanità in movimento

Zygmunt Bauman ha concluso il suo soggiorno italiano sulla poltrona di Fabio Fazio, io ho provato a fargli alcune domande immaginarie sull'immigrazione e sulla risoluzione del problema alla luce del nuovo periodo di migrazioni apertosi nel Mediterraneo. 

Lei parla apertamente di fine del capitalismo, non per fare profezie ma per metterci in guardia. Vede già sintomi del collasso di questo sistema?

La massa degli esseri umani resi superflui dal trionfo del capitalismo globale cresce senza sosta e ormai si avvicina a superare la capacità gestionale del pianeta: siamo di fronte alla concreta prospettiva di una modernità capitalista soffocata dai suoi stessi prodotti di scarto, che non può ne riassimilare o eliminare, ne depurare...

Questi scarti sono umani, sono il risultato dell'attività di scorporo delle attività produttive se non sbaglio, secondo lei non c'è abbastanza spazio per tutti almeno nel mondo del lavoro, giusto?

L'allargamento del mercato, la globalizzazione ha reso saturo il pianeta terra. Non esistono più quegli sbocchi che in passato permettevano di riorganizzare con regolarità il "surplus di capitale umano". Una volta che lo stile di vita moderno si è diffuso (anche con la forza) fino ad abbracciare l'intero globo, e ha smesso di essere il privilegio di un numero limitato di paesi, sono finite anche le terre "di nessuno" da poter conquistare con il proprio potere. Come sta succedendo in nord Africa in queste ore. Come avviene per voi giovani italiani, spagnoli e altre giovani generazioni del mondo avanzato. 

Una specie di "teoria dei vasi comunicanti" ?

Insomma, si ma ora i vasi sono colmi sia in un senso che nell'altro. E sembra che ricevano la medesima pressione ad uscire. Quindi il pericolo di straripare è alto. Quanto più la popolazione in esubero rimane all'interno, fianco a fianco degli altri, di quelli utili, l'assegnazione dello scarto diventa la prospettiva potenziale di chiunque. Siamo tutti in competizione, è quello che il capitalismo vuole per principio. Resta da decidere se lo vogliano anche le persone...

Quindi precari e migranti hanno un futuro comune?

Centinaia di migliaia, a volte milioni di persone sono scacciate dalle loro case, assassinate o costrette a mettersi in salvo fuori dai confini del loro paese. Forse l'unica industria che prospera nelle terre dei nuovi arrivati è la produzione in serie di profughi. E le società occidentali non fanno nulla per evitare ciò, portando avanti guerre di globalizzazione e destabilizzando un numero sempre maggiore di società. 

Come l'Afghanistan, l'Iraq e oggi la Libia?

Alla vigilia dell'invasione dell'Iraq, alla NATO fu chiesto di mobilitare i suoi uomini per aiutare la Turchia a sigillare le sue frontiere con l'Iraq in vista dell'imminente attacco al paese. Numerosi uomini di Stato dei paesi della NATO si opposero, sollevando molte obiezioni fantasiose, ma nessuno parlò pubblicamente del rischio profughi che incombeva sulla Turchia. 

Come succede adesso con i tunisini a Lampedusa, l'Italia verrà lasciata da sola a gestire la crisi.

I prepotenti possono ignorare e aggirare il diritto internazionale ogni volta che si accorgono che è loro di intralcio. Anche gestir una popolazione che fugge dalle guerre diventa un problema morale da evitare accuratamente. Questa popolazione non ha Stato ne legge, usciti dai confini dei loro paesi d'origine, i fuggiaschi si ritrovano privi dell'appoggio di un'autorità statale e al i fuori di ogni legge internazionale. 

In pratica una volta messo piede su una zattera per partire queste persone diventano "senza legge"?

Diventare un profugo significa perdere i mezzi sui quali si basa al'esistenza sociale, cioè un insieme ordinario di cose e persone con il loro significato: terra, casa, villaggio, città, genitori, beni, occupazioni e altri punti di riferimento della quotidianità. Queste persone non hanno altro che la loro "nuda vita", la cui continuazione dipende dall'assistenza umanitaria*.

Grazie, professore è stato come sempre illuminante.

(* risposte estratte da Modus Vivendi di Zygmunt Bauman Laterza & Figli 2007)