L'azienda è stata condannata a un milione di euro di sanzione pecuniaria, all'esclusione da contributi e sovvenzioni pubbliche per sei mesi e al divieto di farsi pubblicità per sei mesi. La multinazionale dell'acciaio è stata chiamata in causa come persona giuridica.
Nell'incendio della Thyssenkrupp di Torino, il 6 dicembre 2007 rimasero uccisi 7 operai. Un episodio che ha cambiato la sensibilità nazionale nei confronti delle morti bianche (ma non ha posto fine alla catena di morti sul lavoro, l'ultimo sabato scorso alla Saras) e ha permesso alla procura di contestare per la prima volta un'accusa capace di scuotere le coscienze degli imprenditori: l'omicidio volontario con dolo eventuale.
La difesa parla di sentenza obbligata, risultato del clima vissuto per tutto il processo penale. Le vittime tornano a credere nella giustizia. Il significato principale è però, come scrive Gallino su Repubblica di oggi, rivolto ai datori di lavoro: per cui ogni dirigente o imprenditore che non si occupa e preoccupa a sufficienza della sicurezza dei dipendenti sui luoghi di lavoro incorre in una colpa grave.
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