"Il volontariato – si legge nella Decisione del Consiglio dell’Ue del novembre 2009 – è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza attiva e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori europei quali la solidarietà e la non discriminazione e in tal senso contribuirà allo sviluppo armonioso delle società europee”. Secondo il Censis, il 26% degli italiani svolge attività di volontariato, in leggera prevalenza donne. Fra i giovani l'impegno sociale è radicato (34%), parte dalla prima adolescenza ed è equamente diviso tra associazioni laiche e non. Nella fascia 30-44 anni fanno parte di associazioni di volontariato il 29% degli italiani, e solo il 20% fra gli anziani.
La sanità e l’assistenza sono i settori in cui si concentrano le attività; ma significativa è anche la presenza dei volontari italiani nell’ambiente, nella tutela dei diritti, nell’assistenza, nella cultura e nello sport. Si occupano quindi di malati, di giovani, di donne, di bambini, di anziani, di disabili, di detenuti, di immigrati. Il tutto sotto il Patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (attualmente retto da Sacconi), che ha visto ridurre del 75% le proprie risorse in seguito all'approvazione della legge di stabilità votata alla Camera in 23 Dicemnre 2010.
In quella legge, Tremonti e il governo decidevano pesantissimi tagli ai fondi e aggiungevano un taglio del 75% ai fondi del 5 per mille, che avrebbero dovuto essere risorse aggiuntive ma in realtà in questi anni hanno rappresentato una forma di integrazione dei minori stanziamenti.
La legge di stabilità ha ridotto di un ulteriore 75% per il 2011, da 400 a soli 100 milioni erogabili ai destinatari. In pratica, di tutto quello che gli italiani destineranno al 5 per mille, lo Stato erogherà solo 100 milioni e tratterrà il resto per sè (why?). In questo modo il 5 per mille diventa in realtà inferiore all' 1,25 per mille. Se volessimo calcolare gli effetti di questa decisione possiamo pensare a quanti servizi alla persona e alla cittadinanza potrebbero venire a mancare. Da subito.
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